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Dati in sicurezza, da proteggere e ripristinare: per ogni minaccia una soluzione

Il dato digitale diventa sempre più critico? Le soluzioni di protezione e recovery “on cloud” offrono le migliori garanzie.

Il mondo della cyber security e della conservazione del dato digitale è forse quello che ha subito i maggiori stravolgimenti con le nuove modalità di condivisione, già a partire dall’affermazione delle prime LAN (local area network). Con precise conseguenze sulle abitudini degli utenti e sul mercato dei servizi. La possibilità di collegare tra loro personal computer inizialmente isolati, ha rapidamente portato alla ribalta sistemi e procedure che permettevano per esempio di condividere attraverso un unico file server centralizzato i documenti utilizzati da tutti gli impiegati di un ufficio. Nasce in quell’epoca, la prima metà degli anni ‘80 del secolo scorso, una cultura di lavoro in rete che Internet renderà ancora più estesa, ricca di opportunità e molto complessa.

Per molto tempo, per quanto fossero interconnessi i loro computer, gli utenti professionali di informatica hanno avuto un approccio piuttosto individualista ai temi dell’archiviazione e della protezione dei dati digitali. I programmi antivirus dovevano essere regolarmente installati (e aggiornati) su ogni singola macchina collegata alla rete. Queste macchine erano sostanzialmente autonome anche per quanto riguardava il backup, ossia la creazione delle copie di sicurezza che mettono al riparo dai temuti guasti agli hard disk, consentendo di mantenere l’operatività aziendale e rispettare le normative ufficiali che riguardano la conservazione di documenti di natura finanziaria, fiscale, professionale.

Non solo black out, ma condivisione

I dati conservati in spazi virtuali condivisi non devono essere solo protetti dai guasti. Spesso sono in gioco la riservatezza delle informazioni e l’uso da parte di personale autorizzato. Da qui è nata l’esigenza di sistemi di controllo degli accessi ai vari file, e sistemi di cifratura direttamente applicabili ai dati salvati sul disco, dati che possono essere recuperati solo se si è in possesso di password e autorizzazione. Oggi il mercato dello storage è molto articolato ed è popolato di appliance hardware che svolgono in modo più evoluto le funzioni del vecchio file server e un ricco di funzionalità software che rispondano alla necessità di creare una copia di backup dei dati utilizzati da ogni dipendente aziendale, ripristinando in modo quasi istantaneo i dati perduti per colpa di guasti ed errori. O anche di autorizzare in modo selettivo l’accesso ai file personali e riservati, criptando con robuste chiavi di cifratura i contenuti salvati su dischi di rete, dischi interni e removibili, persino sulle chiavette USB.

Piccoli o grandi uffici, complessità simili

Tutto questo inserito in un contesto di cyber security ancora più ampio, che deve ovviamente includere le barriere antivirus e anti malware, la prevenzione di attacchi o tentativi di collegamento dall’esterno e così via. Anche per un piccolo ufficio, un gruppo di lavoro di poche persone, la gestione di tutte queste attività - alle quali spesso si aggiunge l’aspetto della compliance, cioè del rispetto delle normative vigenti in materia di salvaguardia delle informazioni - può comportare notevoli mal di testa per il cosiddetto end user.

Da un altro punto di vista la situazione ha dato l’opportunità alle aziende di consulenza informatica più dinamiche di arricchire il proprio portafoglio con opportuni servizi mirati proprio a costruire e mantenere ben oliato un efficiente sistema di archiviazione e tutela dei dati digitali dei loro clienti. Uno scenario che finora ha fatto contenti tutti. Da un lato gli uffici e aziende non sempre in grado di contare su risorse e competenze tecniche interne ma alle prese con crescenti problemi di salvaguardia dei loro dati. Dall’altro, i service provider che hanno saputo colmare con professionalità questo gap. Con un importante vantaggio addizionale: i clienti dei servizi gestiti per la sicurezza e l’integrità dei loro dati,  possono contare su dati sempre accessibili e sotto il loro controllo, magari su sistemi di loro proprietà. Il dato è mio e voglio gestirlo - o farmelo gestire - come dico io.

Valore e volumi, il mix del futuro

So far, so good? Per molti versi sì, quindi perché cambiare? Per un motivo molto semplice: con l’aumentare della quantità di dati critici generati, la loro sicurezza può diventare una questione estremamente complessa anche per un team di esperti particolarmente agguerriti. In altre parole, anche considerando il costo più basso dei supporti di memoria hardware e la crescente automazione delle soluzioni software, il conto rischia di non tornare. Se guardiamo al combinato disposto rappresentato dall’esplosione del volume e del valore intrinseco dei dati digitali, dagli attacchi sempre più furbi e mirati sferrati dall’industria del cybercrimine e dalla necessità di rispettare leggi che possono imporre sanzioni molto salate all’azienda che dovesse dimostrarsi incapace di tutelare il suo patrimonio informativo o di assicurare la continuità del suo business in seguito a brutti incidenti, il cambiamento di passo diventa praticamente obbligato.

Tutto porta ancora una volta a suggerire il cloud computing come soluzione ottimale, corroborata da tutta una serie di accorgimenti che riguardano proprio la possibilità di tenere sotto controllo aspetti come la data ownership o la garanzia che i dati, anche on cloud, risiedono fisicamente in un territorio preciso, sotto una univoca giurisdizione.  

Soluzioni professionali a portata di mano

Attraverso i suoi data center certificati e “origine controllata”, grazie alle partnership con i fornitori delle migliori soluzioni di storage e cyber security, Tinext MCS permette di impostare servizi di backup e recovery completamente automatici, che non incidono sui tempi e le procedure del lavoro, resi ancora più efficaci da opzioni di real time encryption e accesso regolato alle informazioni che contano. In questo modo è possibile configurare servizi di protezione completi e personalizzati, immersi in un ambiente di cyber security continuamente aggiornato, anche dal punto di vista della compliance. Senza più il problema di inseguire l’ultima patch di sistema per ciascuno dei propri utenti.

Questo è vero per un cliente strutturato che decidesse di avvalersi direttamente dei servizi di managed security, ma è ancora più vero per i service provider e le società di consulenza che collaborano con Tinext MCS per offrire ai mercati locali una gamma di soluzioni ad ampio spettro, dove la conoscenza e il rapporto di familiarità con il cliente si sposa alla perfezione con il livello tecnico e la qualità dell’infrastruttura MCS.

Insieme, non perderemo neppure un bit.

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